Pubblicato il: 22 Novembre 2019

Quale terra per gli intonaci?

Quale terra per gli intonaci?

Compri una casa vecchia nell’ottica di farci qualche lavoro per farla più tua, più vostra. Spesso le prime idee sono cambiare i pavimenti, buttare giù qualche muro (non portante, ovviamente) per cambiare la disposizione delle stanze, riverniciare. E gli intonaci? Quante volte pensiamo di trasformare una casa agendo sulle superfici dei muri?

Pochissime.
Eppure cambiare gli intonaci interni può essere la soluzione per te, se cerchi un intervento semplice, relativamente veloce e soprattutto efficace, capace di dare un nuovo aspetto e una nuova energia alla tua casa.

Se stai valutando l’opzione rifacimento intonaci anticipiamo la tua domanda “quale materiale scelgo?” dicendoti che noi consigliamo praticamente sempre la terra cruda (lo sai, siamo di parte!), le uniche eccezioni che facciamo sono per i muri colpiti direttamente dall’acqua come nella doccia, ad esempio. Per quelle superfici ci sono bellissime tecniche a calce, come il cocciopesto e il tadelakt oppure le sempre validissime piastrelle.

Per ogni altro muro la nostra risposta è terra.

Terra di scavo o terra premiscelata?

Capito che la terra cruda è una soluzione che può fare al caso tuo, come si procede? Quali sono le possibilità?

1. Usare la terra di scavo

Con terra di scavo si intende la terra scavata da terra, scusa il gioco di parole. Può arrivare dal tuo giardino, da quello del vicino o da qualche altro cantiere. Si scartano i primi 30 cm che sono suolo organico e che lasciamo da parte per l’orto e da lì partiamo a procurarci il materiale.

Visto che la terra è diversa in ogni luogo, ogni volta bisogna fare dei test in cantiere per valutare le componenti che ci sono al suo interno (quanta argilla, quante sabbie) e trovare le giuste miscele per gli intonaci.

Con le terre di scavo le lavorazioni sono più lunghe perché la terra ha bisogno di essere scavata, appunto, spesso setacciata, se ha al suo interno sassi grossi, e poi miscelata. E se i tempi di allungano le distanze si accorciano: la terra di scavo infatti ha il grande vantaggio (e il grande fascino) di essere un materiale locale, dettaglio che, come intuisci, determina il fatto che non ci sono trasporti, non ci sono trasformazioni negli alti forni e quindi l’impatto ambientale della tua azione è praticamente nulla.

Intonaci nuovi, bellissimi, sani e naturali e ad impatto zero.

Fa al caso tuo se: hai modo di scavare (o trovare facilmente) della terra, se hai abbastanza tempo a disposizione visto che i processi si allungano e se hai modo di reperire facilmente la molazza (una macchina con due macine per frantumare e miscelare più velocemente).

2. Usare la terra premiscelata

Se hai poco tempo e/o non hai la possibilità di scavare la terra ci sono dei validissimi prodotti in commercio già pronti, sacchi che contengono nelle giuste miscele argille e sabbie, anche di vari colori, pronte a diventare gli intonaci di casa tua.

Si perde il concetto di locale e si mantengono tutti i benefici di un buon intonaco in terra: regolazione dell’umidità, assorbimento degli odori e del calore, fonoassorbenza.

Fa al caso tuo se: sei in città e quindi il trasporto della terra grezza è più difficile, scavare quasi impossibile, hai tempi stretti di cantiere e vuoi velocizzare i processi.

3. Terra di scavo e terra premiscelata

Non ragioniamo quasi mai in dicotomia.
Per noi la terra è terra e non ci piace scegliere in modalità o o, preferiamo la modalità e e, perché non sfruttare i benefici di entrambe le terre qui sopra? Perché non immaginarci un intervento in cui in parte usiamo le terre premiscelate e in parte quelle di scavo? Spesso nei nostri cantieri le facciamo coesistere.

Esempi pratici

Ad esempio una volta, durante una ristrutturazione, abbiamo scelto di creare i fondi con le terre premiscelate sia perché era un cantiere di autocostruzione (le premiscelate sono più semplici da applicare) sia perché i tempi erano stretti.
In 7 giorni oltre 230 mq di intonaco era completato.
Le finiture le abbiamo fatte invece con la terra locale perché i proprietari volevano che l’aspetto finale fosse con la loro terra, la stessa che avevano scavato e che vedevano guardando fuori dalla finestra.
In altri 7 giorni sono state stese le finiture.

Un’altra volta, in una casa di paglia, abbiamo fatto l’opposto: abbiamo intonacato con la terra di scavo le pareti in balle di paglia dove il corpo di intonaco è molto spesso (anche superiore ai 4 cm), in quel caso la scelta è stata di ottimizzare i materiali presenti (la terra, la paglia e la molazza) e comprare solo il necessario, ovvero le finiture, perché la tonalità della terra era troppo scura per essere presente su tutti i muri.

Per cambiare casa ti basta cambiare l’intonaco, ci avevi mai pensato?

Pensi potrebbe essere una buona soluzione anche per te?

PS. Vuoi qualche ispirazione per una casa naturale? Ogni mese raccontiamo i nostri cantieri qui.

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Sara