Cos’è Erasmus+?

 

” Erasmus+ è un programma di mobilità dell’Unione Europea per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. Si inserisce in un contesto socio-economico che vede, da una parte, quasi 6 milioni di giovani europei disoccupati, con livelli che in alcuni paesi superano il 50%. Allo stesso tempo si registrano oltre 2 milioni di posti di lavoro vacanti e un terzo dei datori di lavoro segnala difficoltà ad assumere personale con le qualifiche richieste. Ciò dimostra il sussistere di importanti deficit di competenze in Europa.
Erasmus+ è pensato per dare risposte concrete a queste problematiche, attraverso opportunità di studio, formazione, di esperienze lavorative o di volontariato all’estero.”

Questo lo scenario descritto sul sito erasmusplus.it, queste le parole usate dalla comunità europea per raccontare in sintesi la situazione dell’Europa e uno strumento, l’Erasmus+, pensato per far fronte a questo scenario.

Abbiamo pensato di poter dare un contributo, lavorando all’interno di Erasmus+, e nello specifico degli scambi internazionali *, per mettere la terra e la paglia a disposizione dei giovani. Sia di quelli che vogliono formarsi in modo complementare alle modalità formali (università, stage etc.) sia di quelli che stanno cercando di costruirsi percorsi ed esperienze sostenibili, sia di quelli che credono che sia possibile – e vogliono mettersi in gioco per farlo – costruire in modo diverso.

La conoscenza e l’esperienza con questi materiali aiuta a costruire fisicamente, e anche e soprattutto mentalmente, l’idea di un mondo diverso, più sostenibile, possibile, che segue logiche volte a migliorare il pianeta in cui viviamo, a rendere le persone più felici, più consapevoli, più libere.

Questo semplicemente perché la terra e la paglia sono materiali locali e naturali.

Locale vuol dire che provengono da luogo in cui si utilizzano e quindi alimentano, in modo naturale, un’economia circolare. L’economia circolare permette ai territori di crescere e svilupparsi, sostenersi, rigenerarsi. Un’economia che rimane sul territorio dà linfa vitale a quello stesso per continuare ad esistere e a vivere.

Naturale vuol dire che non arrivano da trasformazioni artificiali, ma sono prodotti della natura, la paglia legata ai cicli agricoli e la terra, beh, è quella sopra cui camminiamo tutti i giorni. Naturale vuol dire che non hanno impatto di produzione, non hanno impatto di smaltimento (e tutti noi che viviamo in questa epoca sappiamo quanto i rifiuti stiano sempre più diventando un problema). Naturale vuol dire che fanno bene all’essere umano, sia a chi vive nelle abitazioni, sia a quelli che le costruiscono queste abitazioni.

La terra e la paglia sono materiali capaci di creare situazioni democratiche di apprendimento, stimolano la conoscenza del territorio da cui si prendono, in qualche modo, obbligano ad una relazione con il territorio, che diventa occasione di scambio umano e di saperi. Il loro utilizzo crea interazioni sociali orizzontali, sono materiali attraverso i quali imparare tramite l’esperienza.
E mentre si costruisce insieme, si crea un mondo nuovo.
Sia perché stiamo costruendo in modo naturale, sia, e soprattutto, perché lo stiamo facendo insieme.

Anche per questo lavoriamo con questi materiali e anche per questo ci occupiamo di scambi giovanili.

A proposito!

Ne abbiamo in programma uno in Umbria, questa estate.

A breve ti racconteremo più nel dettaglio.
Se proprio non puoi aspettare e vuoi ricevere delle anteprime e restare aggiornata/o rispetto a questo e ad altri progetti iscriviti alla nostra newsletter qui!

A presto!

 

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* Gli scambi sono un’opportunità di breve durata, dai sei ai quindici giorni, durante la quale giovani, tra i 13 e i 30 anni e provenienti da diverse nazioni europee e non, si incontrano per condividere, apprendere, scambiare le proprie idee, punti di vista e background culturali su argomenti significativi come l’ambiente, l’arte, l’educazione civica. Le attività sono coordinate e implementate da formatori ed educatori sulla base di principi di educazione non formale e apprendimento interculturale.
da https://scambiinternazionali.it/

Sara