Contraddizioni naturali

Quanto mi piace la pioggia con il sole.
L’altro giorno ero in terrazzo, era una bella giornata e ad un certo punto ha iniziato a piovere.
E per qualche minuto la pioggia è scesa senza che il sole smettesse di illuminare tutto.
Adoro quando succede, adoro questi ossimori naturali.

Immersa in questo ossimoro ho pensato alle soluzioni abitative nelle quali coesistono materiali e soluzioni tecnologiche che sembrano in contrapposizione tra loro eppure esistono e possono funzionare bene come la pioggia con il sole; parlo delle strutture in cemento armato e le pareti in balle di paglia.

Ci sono infatti situazioni e scelte che portano a fare esistere nello stesso edificio anche materiali che sembrano in antitesi. Facciamo due esempi.

Primo caso: ho una struttura già esistente, che sia un capanno degli attrezzi fuori di casa, un vecchio fienile, una tettoia per i trattori, insomma una struttura già costruita, che funziona, ovvero che non ha problemi strutturali, che è solo incompleta o da ristrutturare.
Quando decido di completarla posso scegliere di far dialogare i materiali che la compongono – si anche il cemento! – con le balle di paglia. Posso dare una nuova direzione sostenibile anche ad un fabbricato che magari è stato realizzato e concepito prima di noi senza questa caratteristica.

Secondo caso: una nuova struttura in fase di costruzione, progetto depositato e approvato, con tutti i permessi di costruire in regola. Anche in corso d’opera, a cantiere avviato, con delle varianti al progetto, una casa pensata in mattoni e cappotto può trasformarsi in una casa di paglia. A quel punto la struttura portante potrebbe comunque essere in cemento, ma la tamponatura diventa in paglia.

Nel mondo delle costruzioni naturali, con il tempo, ci siamo accorti che nessuna soluzione è da escludere a priori e che molte situazioni, quando c’è desiderio e volontà, possono essere risolte.
Anche se sembrano contraddizioni, anche se non siamo sostenibili tanto quanto avremmo voluto essere.

In queste situazioni ci siamo realmente trovati, a Todi (PG) e a Spina (PG).

Come abbiamo fatto? Abbiamo verificato con i tecnici la stratigrafia della parete, analizzando tra le varie cose le possibilità di condense e quindi di possibile formazione di acqua all’interno della parete. A partire da queste informazioni, di volta in volta, abbiamo trovato soluzioni che ci garantissero una buona integrazione dei differenti materiali senza rischio condense.

Abbiamo accettato la sfida dell’integrazione e della possibilità.

La commistione cemento e paglia la perseguiamo quando serve, quando capita.
E ogni volta che lavoriamo sulla contraddizione, la ammiriamo, come la pioggia con il sole.

E TU? Quanto accetti le contraddizioni costruttive nella tua ricerca di sostenibilità? A cosa non sei disposta a rinunciare quando pensi alla tua casa naturale?

Tags:


Sara